Dio esiste e vive a Bruxelles, il film (da vedere) dove Dio non è affatto buono


Dio esiste ed è uno stronzo, una brutta persona-entità-divinità. Quello che abbiamo sempre immaginato (soprattutto se credenti) come il più buono tra tutti, che fa accadere cose, o peggio non fa niente per fermarle, per darci lezioni di vita o prove da superare e mettere alla prova la nostra anima/fede, non è nient'altro (o nessun altro) che un sadico ubriacone.
È più o meno questa l'idea da cui parte Dio esiste e vive a Bruxelles, diretto da Jaco Van Dormael e con un incredibile Benoît Poelvoorde nella parte del Divino (ma scurrile), in pantofole e vestaglia.
Non solo perché tratta il tema della religione, della fede e di tutti gli stereotipi che la riguardano con cinismo ed ironia, ma perché ci fa riflettere, sempre utilizzando i due aggettivi precedenti, sul senso della vita e della religione attraverso la metafora (neanche tanto simbolica), del tempo che ci resta da vivere.


Se sapessimo quanto tempo ci resta da vivere, cosa faremmo? Sapremmo di non poterlo sprecare facendo quello che non ci va di fare o frequentando persone che non ci fanno stare bene, cercheremmo di vivere intensamente, oppure continueremmo a vivere come sempre, accettando quello che capita?


Sapere di non essere eterni è sicuramente una delle poche certezze della vita, eppure, è una delle informazione più sottovalutate. Cerchiamo spesso risposte a domande che si potrebbero risolvere facilmente con un interrogativo, tanto spietato, quanto sincero: "Se sapessi di dover morire domani, cosa farei?" ed il complemento oggetto, o di comparazione, può riguardare davvero qualsiasi scelta, dalla più importante alla più stupida. Avremmo meno dubbi su cosa scegliere, sapendo di non avere tutto il tempo per poter rimediare o per poter cambiare idea.
In questo film i protagonisti, non solo si fanno questa domanda, ma riescono (finalmente) a trovare le risposte più adeguate, scoprendo così che la felicità non era così lontana, ma semplicemente non se la concedevano.  


Scegliere di essere felici è forse una delle cose che richiede più impegno e coraggio. Dobbiamo uscire dalla nostra comfort zone, dimenticare quello che gli altri si aspettano da noi, o viceversa, decidere ascoltando la propria voce senza farsi confondere dagli echi (ok, forse innamorarsi di uno scimpanzé è decisamente troppo).
Un film tutt'affatto banale, che vi strapperà qualche risata, vi farà riflettere e vi farà uscire di sala pensando che ogni momento è unico, che non abbiamo tutto il tempo per godere di qualsiasi cosa e che Dio potrebbe non essere quello stinco di santo che avevamo immaginato (e qualche volta sospettato).
Qui un articolo interessante con intervista a regista e attore.

Il trailer del film - Dio esiste e vive a Bruxelles

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