|Donne| Beyoncé e la dimostrazione che farsi il culo nella vita serve sempre (ad un solo patto)

Quando penso a Beyoncè, magari perchè mi capita di vedere un suo video, o qualche strabiliante performance, mi domando sempre se sia o meno umana. Lo dico perchè la osservo da tempo, da quando ascoltavo le cassette (quelle che si riavvolgevano con la penna nella rotellina), delle Destiny's Child, più di 10 anni fa e nel mio paese le conoscevo solo io.
Certo, mai avrei immaginato che Beyoncé sarebbe diventata quel monumento mondiale della musica che è. Perchè, se avere una voce come la sua non può lasciare indifferenti noi, quindi figurarsi le case discografiche, è altrettanto vero che, come in ogni cosa nella vita, il talento non basta.
Anzi, se pensate a Madonna e a quello che ha costruito sulla sua gracile voce, converrete con me che influisce forse al 10% del risultato finale.
Che la bella B fosse una persona competitiva e con un'irrefrenabile voglia di arrivare lo si capiva già ai tempi delle Destiny's: la sua voce e la sua personalità spiccavano sulle seppur brave Kelly Rowland e Michelle Williams. In lei si avvertiva quel guizzo, quella fiamma negli occhi che è solo in chi sa bene cosa vuole e prima o poi lo otterrà. Persone con una determinazione ed una forza interiore difficilmente scalfibile. Più uniche che rare, insomma.



Ed infatti così è stato. Lei è una che lavora sodo, ciò che ha ottenuto sicuramente non le è cascato addosso per grazia dovuta, ma quello che più mi colpisce è la sua lucidità, la capacità di gestire il successo planetario (e sappiamo quanti non reggano) senza aver apparentemente perso la testa.
Si è sposata con un uomo che sembra fatto su misura per lei, Jay Z. Stessa determinazione, stessa carriera da capogiro. Poteva stare a casa a fare la calzetta, bearsi dei miliardi del marito e dei suoi, ma ha deciso di portare avanti il suo percorso personale di artista. E restare sulla cresta dell'onda non è così facile e scontato, neanche se sei lei.
Aveva deciso che a 30 anni si sarebbe fermata per avere un figlio e lo ha fatto. Potrebbe sembrare poco poetico, ma è il prezzo che spesso le donne devono pagare se decidono di fare carriera senza rinunciare all'istinto materno.
Pochi mesi dopo il parto, forse anche lei angosciata dalla voglia/esigenza di ritornare, di non perdere il ritmo del mondo dello shobiz che tanto velocemente ti innalza quanto altrettanto celermente si dimentica di te, è riapparsa. Magra, come si aspettava forse che tutti la volessero, perfetta, secondo i canoni stilistici dello star system. Un'aliena per una donna media.
Perchè Beyonce sa quanto conta l'immagine, sa che anche un solo rotolino della sua pancia avrebbe scatenato i giornali e magari compromesso la sua credibilità e la sua carriera di donna bionica.
Ed ora, a qualche anno dalla nascita della figlia, il tempo di riprendere i ritmi scanditi da ore ed ore di allenamento, è tornata sul palco in una forma fisica così perfetta che forse non ha mai sfoggiato neanche prima di Blue Ivy. Il suo lato B esibito in mondo visione sul palco del Super Bowl, lancia un chiaro segnale: "per arrivare fin quì mi sono fatta il culo!" ed è seguito da un'immagine altrettanto chiara, questo lato B perfetto lavorato per ore si può guardare/ammirare, ma non toccare. Anzi, può solo Jay Z.

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