Starbucks arriva in Italia, a Milano nel 2014: ci piegheremo al caffè brodaglia internazionale?



Diciamo la verità, il caffè, come lo beviamo in Italia, non esiste da altra parte nel mondo. La moka, il rito della preparazione, il sapore, la consistenza, sono qualcosa di unico che da sempre tramandiamo nel nostro Paese.
Certo, quando andiamo all'estero cediamo alla moda di Starbucks, dei suoi bicchieroni di caffè pieni di panna, con il nome scritto su che in un attimo diventa un'immagine da cartolina da condividere via Instagram.


 

Starbucks rappresenta un modo di vivere, sapientemente impacchettato da un merchandising costruito ad hoc.
Chi non ama sedersi nel celebre caffè point per godersi un momento di pausa e di relax assieme agli amici, o mentre naviga sul proprio pc o tenere uno dei celebri bicchieri tra le mani per scaldarsi in una corsa verso la metro.
Ecco forse in Italia manca proprio tutta questa seconda parte. Nella nostra cultura siamo abituati a bere il caffè in piedi al bar, tra il rumore delle tazzine che escono dalla lavastoviglie e il vociare della gente intorno.


Se prendiamo il cappuccino dobbiamo berlo in tazza comunque rimanendo nel negozio, a meno che qualche volenteroso cameriere non ce lo venga a portare direttamente dove lavoriamo.
Il servizio take away è visto come un extra, una cosa da fare in casi di emergenza. Non è invece compreso il potenziale del caffè da portar via come succede nella nota catena.
Ecco magari io vorrei uno Starbucks all'italiana, dove il caffè ed il cappuccino sono italian style, mentre l'atmosfera del bar è più easy ed internazionale.
Una caffetteria dove non trovare solo uomini che leggono avidamente la Gazzetta dello Sport, o poveri illusi che giocano alle macchinette. 


Forse le grandi città possono vantare qualche posto così, ma in quelle piccole, la caffetteria non prende ancora piede come è successo a Starbucks nel resto del mondo, eppure non ci manca nulla per rendere questo successo, un successo all'italiana.


Tornando alla catena, arriverà in Italia nel 2014 a Milano e poi se si verificherà un effettivo gradimento, ci sarà una diffusione della catena in tutte le grandi città. Cederanno gli italiani alla brodaglia internazionale o resteranno fedeli al gusto intenso del caffè made in Italy?

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