L'amore ai tempi dei social: come decodificare "like", "messaggi privati" e silenzi



C'erano una volta le telefonate a casa, quando l'era del cellulare non era ancora nemmeno contemplata, con il terrore che rispondesse tuo padre, quando il fidanzatino di turno con tono timido e quasi terrorizzato diceva: "Pronto casa... Posso parlare con..."- che si distingueva già da chi diceva semplicemente: "C'è..." Era una questione di educazione, fare una telefonata era come entrare in casa di qualcuno e ci voleva una certa discrezione. Ci si chiudeva in stanza con il telefono sulle ginocchia ed il terrore che qualcuno origliasse (cosa che  succedeva quasi sempre!).



Poi si è passati al cellulare, ma le tariffe non erano ancora tanto convenienti e spesso si dialogava utilizzando una sorta di linguaggio Morse fatto di squilli. Uno squillo "ti penso", due squilli "mi manchi" e via discorrendo.
Poi sono arrivati gli sms gratuiti e sono inziate così vere e proprie corrispondenze a suon di T9, polpastrelli tanto agili da poter quasi far diventare la pratica una categoria olimpica.
Fino a quando i famosi "minuti" non hanno fatto diventare le nostre orecchie incandescenti, telefonate lunghe ore, quasi delle maratone, estenuanti.
Fino ai giorni nostri, in cui sono arrivati loro: i social. Croce e delizia delle nostre giornate. Ci hanno trasformato in spioni delle vite altrui con il consenso della contro parte. Seduti sulle nostre sedie guardiamo e interagiamo senza proferire parola, ma tamburellando come matti sulle nostre tastiere o facendo diventare lo smartphone un prolungamento della nostra mano, una roba da far impallidire persino McLuhan! E vai di WhatsApp e faccine.



Cambiano però i modi di interagire ed i segnali da decodificare si infittiscono, hanno quasi bisogno di un interprete che ci aiuti a venirne fuori, perchè questa lingua fatta di like, messaggi privati, inviti a giochi vari o silenzi, noi non sempre la capiamo, o meglio, magari la capiamo male.
Soprattutto quando si parla di questioni di cuore. Aspettiamo con ansia che il ragazzo/ragazza dei nostri desideri si colleghi in chat e parli con noi, ed invece lo vediamo lì con quel pallino verde accanto al nome ma sul nostro desktop il nulla totale, nessuna finestrella, niente di niente.



Allora facciamo noi il primo passo. "Ciao! Come va?"

Mossa sbagliata. Vale sempre la regola che dobbiamo farci desiderare e non mostrare troppo interesse. Agli uomini non piace essere pedinati e, se interessati, sono loro a fare il primo passo ed anche il secondo. Certo non sempre è così, ma sono decisamente casi rari.

Poi (solitamente) ci sono due opzioni di risposta al messaggio: 

1)Risponde subito. Questo presuppone che forse ha effettivamente voglia di parlarci ed è solo molto timido/insicuro.

2) Visualizza ma non risponde, anzi lo fa dopo giorni. Quì non c'è scusa che tenga, ci sta evitando. Cerchiamo di farcene una ragione.




Se invece è lui a scriverci?

Molto probabilmente è interessato quindi siamo sulla buona strada se corrispondiamo l'interesse.
Ma se ci tartassa di messaggi? Le cose sono due, o abbiamo a che fare con uno stalker o questo ragazzo vuole usare la tecnica dello sfinimento per riuscere a conquistarci.

I like sono un chiaro segnale d'interesse, se sotto la nostra nuova foto profilo compare il suo "like" potrebbe essere un messaggio che gli piacciamo. Gli uomini difficilmente mettono like sotto la foto di una ragazza da cui non sono un minimo attirati (sebbene non lo confesserebbero mai!).



Certo se quel like non arriva, nonostante cambiamo in continuazione l'immagine del profilo cercando lo scatto che possa colpire la sua attenzione, diamoci per vinte. Non arriverà. Mettiamoci una croce sopra, o semplicemente chiudiamo la pagina.

Insomma, i mezzi di comunicazione cambiano ma i significati rimangono più o meno gli stessi: se non chiama non è interessato (e non è che ha finito il credito o ha il cell scarico), se non chatta non ha il pc rotto, evidentemente non siamo proprio il suo tipo.

Forse è meglio se spegniamo computer e telefono ed usciamo a fare una passeggiata, hai visto mai che il Principe Azzurro lo incontriamo mentre pensiamo a quel "fesso" che non ci ha risposto?



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