||Style|| "In un mondo dove tutto è imitazione, io sono l'originale": dalla Smemo alla Moleskine



Non se anche voi che leggete questo blog apparteniate alla generazione della Smemoranda e delle frasi di Jim Morrison scritte a caratteri cubitali con tanto di cuoricini e Uniposca.
Bhè io sì e sebbene non ascoltassi una sola canzone del mitico Jim le sue frasi le conoscevo tutte e tra queste: "In un mondo dove tutto è imitazione, io sono l'originale" era un evergreen dei diari dalle  medie alla terza superiore.



Essì, perchè è propria dell' adolescenza questa idea/voglia di sentirsi diverso, distaccarsi dal convenzionale, ma far parte di un gruppo, anche se alla fine in realtà poi ci vestivamo tutti uguali.


Zaino Invicta, jeans della Levis' al massimo Lee, scarpe Nile o Adidas e via discorrendo a seconda dei periodi.



Poi crescendo il gusto diventa personale, soprattutto nel vestire ma non solo: abbandoniamo la Smemo per la Moleskine, sviluppiamo un nostro senso critico verso le cose e le persone, chi prima e chi dopo e pian piano capiamo che certe vestiti anche se tutti li indossano, non fanno per noi.
Non rispecchiano noi.



Certo capita pure che lo stile in questione sia così tanto personale da essere ritenuto "strano" o "particolare" a seconda delle persone che frequentiamo.




[Faccio outing e vi racconto che...]
(A me personalmente è capitato che una ragazza ritenesse particolarmente "strana" una camicia con disegnate delle piccole coccinelle, mentre pochi minuti prima era piaciuta tanto ad altre mie colleghe che forse per età e gusti erano più simili a me).






Quando guardo le immagini delle foto scattate dai blogger di streetstyle rimango sempre a bocca aperta di fronte a certi outfits (non a tutti-tutti alcuni mi sembrano eccessivi e basta), ma poi mi chiedo fuori da quel contesto a quanti piacerebbero?
Forse a nessuno, ma alla fine come diceva il compianto Alexander McQueen:
"It is a new era in fashion - there are no rules".
Già.


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