||My diary|| Riflessioni semi-serie: don't have fear to be yourself




Quando sai le cose che non vuoi dalla vita, dalle persone, dalle situazioni, da te stessa, è molto più facile vivere senza sentirsi ogni giorno sotto un treno o semplicemente stufi.

Imparare a dire di no e ad ascoltare me stessa convinta che ciò che pensano gli altri non sia necessariamente meglio di ciò che penso io, l'ho fatto tardi, ma l'ho fatto e sto ancora perfezionando il tiro.

Sicuramente so che non amo le persone subdole, quelle che usano mezzi termini o strani giochetti per dirti qualcosa.
Quelle che non ascoltano. Quelle che pensano di avere sempre ragione e non si fanno mai un esamino di coscienza.
Quelle che dopo anni ti dicono "effettivamente tu eri sincera gli altri no", peccato capirlo prima?
Quelle che ti giudicano senza conoscerti o peggio che pensano di conoscerti ma non sanno niente di te.
Quelle che si lamentano di tutto: della pioggia, del caldo, del freddo, della vita, di Monti, del traffico e non trovano mai pace.

Un posto nel mio cuore a chi ti dà senza chiedere, a chi ti sorregge nei tuoi sogni e nei tuoi progetti, a chi crede in te perchè sei diversa e non ti giudica se non dicendotelo in faccia e ti apre un mondo perchè è quello che ti ci voleva.

A chi c'è sempre davvero e non solo quando le cose vanno male, per pietismo ma soprattutto quando vanno bene, senza invidia.

A me che sono sempre andata avanti da sola. Che a fine mese ci arrivo con le mie forze che nel mio lavoro non mi ha mai raccomandato nessuno, che non ho genitori influenti, che a Roma quando sono arrivata non conoscevo nessuno e non avevo nè zii, nè cugini lontani.
Che ho condiviso la camera e le esperienze, che non possiedo niente ma sento di avere tanto, che non ho bisogno di nessuno ed è solo di me che ho bisogno.

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